Chi sono

Vivo e lavoro a San Vincenzo, sulla costa livornese.

Sono nato in un antico borgo sulle pendici del Monte Amiata, terra aspra e silenziosa di origini vulcaniche, cosa che influenzerà molto il mio senso artistico favorendo la contemplazione e la ricerca del bello nei grandi spazi aspri e solitari.

Ho cominciato a fotografare fin da piccolo, fotografando di tutto e cercando di riprodurre le mie emozioni di fronte alla realtà che ci circonda. Questo processo di apprendimento mi porterà, con il tempo, a fare fotografia in maniera professionale.

Con la maturità inizio subito ad interessarmi al ritratto ed alla foto pubblicitaria, favorito, a quel tempo, dalla favorevole congiuntura economica. I clienti di allora cominciavano a scoprire la forza della pubblicità. Se avevi qualcosa da dire trovavi le occasioni per valorizzare la tua professionalità e motivare la tua creatività.

Il passo successivo è la fotografia di moda. Comincio a fotografare per sfilate, per piccole produzioni artigianali e per negozi di abbigliamento favorito in questo dalla grande passione per il ritratto e per la figura ambientata. Questo percorso, nonostante i mutamenti della vita, non verrà più abbandonato..

Il mio attuale campo di interesse è il ritratto, sia in studio che ambientato. Nel ritratto ricerco il bello, l’armonia del corpo, l’interpretazione dell’anima. E’ un momento magico che non si ripete, ma è un’emozione che si rinnova ad ogni scatto. E’ il tentativo di cogliere l’essenza di una persona aldilà del suo aspetto fisico e fissarla per sempre. Le mie immagini sono tutte molto dolci e la sensualità non è mai ostentata. Una seduta di ritratto deve prima di tutto divertire, rilassare, far sentire bella la persona ritratta, con cui intraprendiamo un viaggio in profondità che porta a percepire la sua bellezza nel complesso e a cercare poi di riprodurla per come è stata sentita più che per com’è realmente.

Mi sono convertito al digitale all’inizio degli anni 2000 con molta titubanza, tanto che ancora amo fare qualche scatto con la vecchia Hasselblad del 1971, ma riconosco allo stesso un’indubbia immediatezza di verifica dei risultati. Con il digitale è cambiato il concetto stesso di “bravo fotografo”. Oggi tutti possono realizzare ottimi reportages o Street photography perché le macchine aiutano molto. Quindi l’unica distinzione è divenuta quella di avere delle idee prima di cominciare a scattare, e la capacità di verificare se quel che stiamo facendo assomiglia a quello che avevamo in mente e poterci migliorare.

Ho collaborato negli anni con riviste e periodici, ho realizzato pubblicazioni per enti pubblici e istituzioni private, e esposizioni in numerose città italiane. Varia e importante anche l’attività all’estero con mostre in Francia, Austria, Germania e Brasile dove una mia mostra ha rappresentato l’arte fotografica nella Settimana della Cultura Italiana in Brasile dell’anno 2000.